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biennale venezia XI

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#bXI

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invitato con il progetto "la casa essenziale" nel padiglione italiano “l’italia cerca casa”

XI mostra internazionale di architettura

2008


> http://www.labiennale.org/it/architettura/mostra/it/79115.html

> http://www.radio.rai.it/radio3/radio3_suite/

> http://www.electaweb.it/catalogo/

> http://abitare.corriere.it/Architecture/2008_09/videobiennale/


la casa essenziale

La casa essenziale è sproporzionata nella composizione: alcune parti sono ridotte allo stretto necessario, all'indispensabile, altre crescono. Per questo disequilibrio, la casa essenziale è una casa ad uso temporaneo. E' adatta nelle occasioni in cui un aspetto del proprio vivere diventa preponderante e con prepotenza riduce il resto. La casa essenziale ha una divisione dello spazio estremamente selettiva e una gerarchia esasperata tra ciò che, di volta in volta, si può definire l'essenza dell'abitare, e ciò che è invece essenziale al funzionamento dell'alloggio. Se abbondanza di spazio e lusso coincidono, gli ambienti di servizio o accessori diventano marginali; lo spazio ad essi dedicato si riduce all'essenziale, arrivando - in alcuni casi - ad escludere alcune funzioni dalla casa. Resta l'essenza della casa: uno spazio sproporzionato per quantità e qualità rispetto al resto, dove consumare l'eccesso di una funzione che si ritiene caratteristica del proprio modo di abitare in un determinato periodo di tempo.
Questo è fattibile se portato alle estreme conseguenze, superando alcuni degli ostacoli che si frappongono in termini normativi e di mercato. E' quindi necessario porre alcune condizioni. La norma. Il presupposto, o la prima condizione, è la possibilità di modificare la norma (intesa come normativa). Come accade in altri ambiti, con l'evolversi delle conoscenze, della tecnica, dei costumi, è normale che la norma muti, si adatti. La normativa crea impedimenti alla ricerca di nuove modalità di interpretare e distribuire lo spazio e paradossalmente oggi si possono raggiungere risultati interessanti solo nell'ambito di interventi di recupero o ristrutturazione di edifici esistenti; nei casi cioè in cui sono ammesse deroghe alla norma. La consuetudine. L'offerta del pubblico e del privato è omologata e monotona; nessuno affronta il rischio di offrire case diverse. La prassi tende alla medietà: case mediamente grandi o mediamente piccole composte da ambienti con una destinazione d'uso precisa e dalle dimensioni medie. La condizione è prendere atto, tanto più in un mercato fermo come l'attuale e dove l'offerta supera ormai la domanda, della necessità di alternative a ciò che esiste - nei modelli, tipologiche e dimensionali - non altre case, ma case diverse. Un'ulteriore condizione: il luogo del progetto non è indifferente. Case tutte uguali possono essere e sono costruite in ogni luogo, senza distinzione. La casa essenziale, come è qui definita - ridotta, vocata ad un uso temporaneo, estrema nel carattere - prende forma in un luogo preciso, in un contesto urbano, in una città. Il luogo è determinante.

Cinque punti per il progetto di casa essenziale: - l'altezza m. 2,70 come media e non minima (minima 2,10); - la superficie aero-illuminante si calcola sull'intero alloggio e non sui singoli ambienti; - gli ambienti non hanno destinazione definita; - parti della casa escono dalla dimensione privata; - l'adattabilità e non la flessibilità come criterio.

In tre città dell'Emilia-Romagna: - Reggio Emilia - Bologna - Rimini



La norma

La riflessione alla base di questo lavoro riguarda il tema della norma, una delle principali cause dell'omogeneità dell'offerta di case in Italia. La normativa edilizia in materia di abitazioni, da strumento per garantire standards qualitativi, è diventata limite alla ricerca architettonica ed è uno dei maggiori impedimenti alla interpretazione dei nuovi bisogni. Il video Norma, realizzato con i contributi di Franco Rotelli (psichiatra), Nikolas Tombazis (chief designer della Scuderia Ferrari) e Daniele Donati (giurista), pone la questione in termini propositivi. I limiti definiti dalla normativa edilizia sono stretti, troppo facilmente l'anomalia si trasforma in abuso. Il parallelo tra anomalia nell'abitare e disturbo del comportamento, aiuta ad evidenziare contraddizioni ed eccessi normativi, a comprendere come l'area della normalità, nella cultura dominante, sia sempre più stretta e rigida. Affrontare la questione in termini generali, le norme che riguardano l'edilizia residenziale, impone il confronto con troppe variabili: risulterebbe eccessivamente complesso portare modifiche alle normative controllandone le conseguenze. Per ampliare i margini di ricerca e favorire la sperimentazione, per comprendere come e quanto sia possibile rendere flessibile e adeguata la normativa è utile l'individuazione di un ambito specifico di progetto: la casa temporanea – di transito - che diventa, modificate alcune norme, casa essenziale. L'analogia con il mondo delle competizioni, con la Formula 1, è funzionale alla comprensione di come sia meglio controllabile e meno rischioso avere, in un ambito ristretto, norme che nel tempo si modificano, si adeguano al progresso, sono soggette ad una continua verifica di efficacia, creano sviluppo e pongono limite agli eccessi. Quanto sia lecito e come sia fattibile attuare un processo che permetta la scrittura di norme adeguate, in continua evoluzione, relative ad un ambito limitato come proposto dal progetto de la casa essenziale è l'obiettivo di questa ricerca.




La sperimentazione attraverso il progetto si inserisce nel quadro del piano strutturale dell’Emilia-Romagna “Regione attraente” ed ha come principale referente Er.Go (Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori dell’Emilia Romagna), che dal 1° gennaio 2008 è subentrata alle quattro Aziende per il diritto allo studio universitario di Parma, Modena e Reggio Emilia, Bologna e Ferrara, razionalizzando e rendendo omogenei gli standard dei servizi su base regionale, ampliando inoltre la sua utenza. Le residenze, infatti, ospiteranno non solo gli studenti, ma anche chi ha esigenza di fermarsi in città solo temporaneamente come ad esempio partecipanti a master, tirocinanti e ricercatori. Per allargare il campo: oggi si parla molto di risorsa creatività, ma l'attenzione non può limitarsi alla formazione, che corrisponde alla fase dell’investimento. Per cogliere i frutti della creatività, perché produca, bisogna trattenere chi si è formato, offrire una sistemazione, sempre temporanea e comunque a prezzi ragionevoli, per favorirne, come per le imprese, la fase di start-up.
Nei progetti presentati la casa essenziale è prevalentemente di dimensioni ridotte; in due casi i progetti sono in aree centrali anche se non interne al centro storico (Reggio Emilia e Rimini); tutte sono zone ben servite per quanto riguarda la mobilità; sono sempre presenti aree verdi di grandi dimensioni (prevista a Reggio Emilia) nelle immediate vicinanze dell'intervento; nei casi di Reggio Emilia e Rimini gli edifici, di nuova costruzione sono parte di progetti più ampi, alla scala del quartiere. Sostenibilità ed alta efficienza energetica sono perseguite in tutti i progetti, a tutte le scale; nei casi di Rimini e Reggio Emilia l'intenzione è quella di abbattere le emissioni attraverso forti limitazioni all'accessibilità carrabile nell'area di intervento.

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